Perchè questo blog

Come ho già spiegato nella mia presentazione, cinque anni fa ho deciso di frequentare una scuola di grafologia per approfondire una materia che mi ha sempre affascinato particolarmente, ed è stato per me come rinascere. Innanzitutto,  è stata un’esperienza che mi ha messa faccia a faccia con il mio Io, mi ha aiutata e mi aiuta quotidianamente a conoscermi meglio ed a conoscere gli altri, ed è per questo che a me piace definirla “una radiografia dell’anima”: perché il gesto grafico parla di noi in ogni sua forma, scarabocchio, disegno, scrittura (che si tratti di un bambino o di un adulto, non fa differenza); per questo ho sentito il bisogno di parlare di grafologia, perché è una disciplina che può dare un contributo notevole.  Voi vi chiederete, a cosa serve?

Alla persona, per conoscere l’altro e per conoscersi.

Al mondo del lavoro, per valutare attitudini, per scoprire risorse e talenti, per valorizzare l’individuo.

Alla famiglia, perché in grado di valutare le dinamiche affettive e relazionali.

Alla giustizia, per dei pareri consultivi o per fare perizie su autenticità o falsificazioni.

Alla scuola, per capire e prevenire disagi, per sviluppare il talento, per orientare nelle scelte, per la rieducazione della scrittura.

Dalla scrittura possiamo trarre informazioni importanti sulle nostre risorse, sulle potenzialità inespresse, sulla nostra capacità intellettiva, sugli aspetti temperamentali, affettivi, sul nostro vissuto ed il grafologo, intrattenendo una relazione interpersonale, può davvero aiutare la persona nella conoscenza di sé ed attivare tutte quelle risorse “nascoste”, spesso sconosciute anche al diretto interessato.

Come? Con il metodo, con la tecnica ma anche con la comunicazione, con l’empatia, con l’ascolto attivo, con il cuore perché, oltre alle prospettive applicative della grafologia, non va trascurata l’importanza della relazione.

Lo studio della grafologia mi ha convinta di quanto sia importante conoscere se stessi ancor prima di comprendere gli altri e quanto sia importante agire saggiamente nelle relazioni umane perché avere competenza sul piano emozionale vuol dire anche capire e trattare efficacemente i sentimenti degli altri.

Il grafologo non è un chiromante e non ha una sfera di cristallo, deve sapersi approcciare alla scrittura consapevole del suo valore e con il massimo rispetto, unendo all’applicazione del metodo le sue capacità intuitive, una buona dose di umiltà e calarsi nella scrittura ripercorrendo ogni movimento, lo scorrere più o meno fluido del tratto, le stentatezze, per riuscire a cogliere il significato profondo dei segni alla base del gesto scrittorio. Più avanti vi parlerò anche dell’importanza dell’educazione del gesto grafico o rieducazione della scrittura che ha lo scopo principale di far ritrovare il piacere di scrivere, senza fatica.

Non voglio avere la presunzione di trasferire su questo blog anni di studio, spero semplicemente di trasmettervi un briciolo della mia passione, spero altrettanto semplicemente di farvi “assaggiare” questa materia e darvi gli strumenti basilari per incuriosirvi e poter cogliere quei “segni” in grado di parlarci degli altri ma, soprattutto, di noi.

Annunci